martedì 4 settembre 2007

Performance

L'esibizione dell'artista, generalmente dal vivo, se è particolarmente significativa (e generalmente nella sua accezione positiva) viene definita performance. Un termine che in italiano non ha effettivo riscontro in una unica parola, tanto è vero che nel gergo è ormai entrata a far parte dei radio-tele cronisti l'avverbio "performante".
Quando ero molto piccolo, livello elementari, per intenderci, un bel giorno la maestra ci disse che sarebbe venuto a farci visita il grande critico musicale MLF. non riesco a scriverne il nome per intero per quanto mi sta antipatico, quindi lo condenso in una sigla, tanto ormai è ciò che è.
Bene, la maestra Ghisellini ci disse di prepararci qualche bella domanda da porre a MLF: quindi io, che non avevo idea di cosa chiedere, mi dissi: "cacchio, quasi quasi vedo se per lui la parola performance ha un significato particolare".
Così arrivò il giorno della grandiosa visita di MLF, accompagnato da uno stuolo di insegnanti, bidelli e presidi: si sedette su una seggiolina delle nostre, ossequiato dalle maestre, e mani in grembo si dedicò pacificamente alla raffica di domande piccoline ed ingenue. Chissà cosa avrà pensato MLF, mentre con la sua faccia da pechinese e le labbra piegate in un mezzo sorriso ci mostrava la sua competenza.
Io non ascoltavo le domande degli altri, ero troppo concentrato su me stesso, le mie emozioni di quel momento: ero agitatissimo, tremavo molto (una volta dovevo cantare ad un saggio, alle medie, e la paura mi bloccò le corde vocali, diventai afono per le due ore esatte della durata dell'esibizione), così quando la Ghisellini mi guardò, incoraggiandomi a porre la domandina, io presi coraggio e dissi: "ci può dire cosa significa per lei la parola performance?".
MLF non mi guardò neppure e disse che dovevo andare a cercarmela nel dizionario. Seguì ilarità generale, prima delle maestre e dei presidi e poi di conseguenza dei miei compagnetti. Ovviamente da quel giorno ho odiato MLF con tutto il cuore, povero bastardo.
Ultimamente ML non si rassegna alla vecchiaia e imperterrito scrive la sua striscetta sul disco del giorno dalle pagine del Corriere: cerco sempre di essere imparziale, ma nell'ultima settimana credo che abbia parlato benissimo di tutti, perfino di un certo rapper italiano, di nome Vacca, che si serve di rime orribili per esprimere il suo disagio in modo da farlo diventare anche nostro, anche se stiamo benissimo. Credo che ML sia oramai un critico che non sa più distinguere tra performance e minchiata solenne, ma visto che il mio parere è influenzato dai fatti raccontati poche righe sopra, mi piacerebbe leggere anche il vostro.

4 commenti:

W.B. ha detto...

http://groups.google.com/group/it.arti.musica.jazz/browse_thread/thread/ed51b400993ad263

W.B. ha detto...

Forse il link che ho incollato sopra non si legge bene in quanto coperto dalla finestra "lascia il tuo commento":

dopo "jazz/" il link prosegue così:

browse_thread/
thread/ed51b400993ad263

Anonimo ha detto...

ottimo!

pim ha detto...

Fegiz è il critico più paraculo di tutti. E' il maestro del genere. Solo Mollica, da bravo allievo, l'ha superato. Tutti bravi, tutti artisti, tutti grandi. Bella anche la risposta che ti diede. Io per anni ho meditato di andare a trovare la mia insegnante di latino e greco, che mi umiliò più volte, per dirle che era una merda. Pochissimo tempo fa ho scoperto che quello che veniva a spesso a casa mia a giocare era suo figlio e mi sono illuso fosse un atto di compensazione. Così, ho receduto dal bellicoso proponimento.
Al tuo posto, invece, procurerei di incontare il Fegiz e digli di andare tranquillamente affanculo (sempre che suo figlio non abbia giocato con te).

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