giovedì 22 novembre 2007

Zoodue

Per non parlare della programmazione musicale. I deejay in gamba ormai non citano più neanche i brani, come si faceva una volta, ma vanno avanti con lo sguardo basso sul giornale facendo finta di non aver sentito - tranne qualche piccola eccezione. Per esempio, il nuovo brano dei subsonica "...geeeeelidiiii tramonntiii..." inascoltabile, è stato coraggiosamente commentato da Fabio Volo con un "...vabè qui ormai passa di tutto...".
Non è possibile che non ci sia più della vera buona musica. Spetta ai discografici dimenticarsi delle scelte politiche almeno in ambito musicale. Sono d'accordo che è un mondo dove i ricavi sono corposissimi, ma sono sicuro che ci sarebbero ugualmente anche con della musica che almeno rispetti gli ascoltatori.
Non potete dare in pasto al pubblico qualunque schifezza, tanto poi ci si abitua: cercate di fare uno sforzo costruttivo, SCEGLIETE IL MEGLIO, cazzo.
I poveri subsonica hanno anche fatto delle ottime canzoni, ma questa è veramente orrenda: come loro ogni giorno cerco di evitarne parecchi.
Come sempre la scelta poi spetta a noi, è ovvio: sintonizzarsi saltabeccando di qua e di là in cerca di buona musica è un compito arduo, come la ricerca della verità: ma chi è troppo pigro per cercare il graal alla fine rimane intontito dalle vostre scelte di mercato, un mercato costruito da voi per rincoglionire. vergognatevi.
E non sto parlando del fatto che vorrei della musica più orecchiabile, sto parlando di contenuti non banali e armoniosi. anche in canzoni dissonanti si può trovare una armonia compositiva, ma per piacere allora fate fare questo lavoro ad uno che sa quello che sta facendo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

d'accordissimo. ma non capisco una cosa: le case discografiche guadagano meno, come le case cinematografiche, per "colpa" del peer to peer. perchè allora creano e promuovono artisti scarsi?

FB ha detto...

il livello decisionale successivo, la direzione radiofonica, avrebbe il compito di non farsi ricattare e inserire i cantautori più validi. Evidentemente gli artisti mediocri hanno le spalle più coperte degli altri: come in tutti i campi di certo non vince la meritocrazia.
Il problema rimane quello della qualità, perchè se su cento artisti ora ne ascoltiamo due o tre veramente grandi, venti o trenta anni fa la densità di buoni autori era del 90%.
E siccome è matematicamente impossibile che la percentuale si sia così drasticamente ridotta, le cause sono proprio altre.
La promozione dell'artista mediocre, secondo me, gravita intorno all'ottica dell'appiattimento culturale e dell'annullamento del libero arbitrio. Nel senso che se io-casa discografica- ti propino solo roba mediocre, alla fine tu sarai costretto a scegliere solo quella, nell'illusione però di avere ancora possibilità di scelta.
Invece ascolteremo fuffa, guarderemo fuffa alla tv, leggeremo fuffa sui giornali, mangeremo anche tanta bella fuffa.
Mentre la verità sarà in mano a pochi.
Beh, forse sto esagerando!

digito ergo sum ha detto...

Diegone

La buona musica esiste. Solo che non passa alla radio. Non credo neppure che la radio sia morta, credo che sia una morte comune, quasi equamente divisa tra radio e ascoltatori.

FB ha detto...

glug, sei lapidario caro digito. meno male che ho impostato 105 classic: il che non fa che rinnovare i nostri discorsi.

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