martedì 20 febbraio 2007

Just Cavalli



incominciamo a parlare di questo locale. la foto non spiega nulla: l'intenzione è quella di comunicare la sensazione che ho ricevuto visitando l'interno. caldo e freddo nello stesso tempo, il "Just", come viene chiamato, è locale di tendenza che ho frequentato due o tre anni orsono e da cui sono voluto partire per aprire in modo decoroso il discorso sul retail in genere.
con l'aiuto di una mia amica, chiara, e una fotografa meravigliosa, carolina, io ed il mio amico roberto abbiamo provato ad inserirci, divertandoci un po', nel discorso dell'editoria underground: come prima tappa abbiamo fissato il "Just", ed eccolo.
è un locale spazioso ed accogliente, eccessivo nei tessuti e negli orpelli fino a sembrare un mercato arabo, ma lussuoso e stravagante fino a spiazzare l'avventore attraverso l'uso di più punti di riferimento, primo fra i quali il banco-bar di ron arad.
la geometria d'acciaio si avvolge al parquet specchiando la trama dei listelli sulla superficie curva, fornendo un'illusione psichedelica da trip d'acido euforizzante di ottimo impatto iniziale.
Il locale si distende in una mezzaluna avvolta da strutture di carpenteria e cristalli strallati, dando la sensazione della continuità con il verde circostante tanto cara a mies van der rohe, e sapientemente controllata da un'illuminazione serale suggestiva ed efficace. ottimi i drink, cordiale il personale, splendida la fotografa. alla prossima.

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