
Mi hanno rovesciato addosso un daiquiri alla fragola, ma il posto è ordinato e finalmente con un orientamento ben definito. La scelta di dare spazio al tono neutro, bianco e nero con tocchi di grigio e fantasie architettoniche hi-tech con soppalchi è molto ben riuscita. Unica concessione al colore sono le tendone rosse in organza (credo) poste ai lati delle due aperture sul viale di accesso principale. Senza ulteriori distrazioni ci si può concentrare sul drink, sul cibo e sulla vostra vita, e finalmente si può parlare ad un tono adeguato.
Mi ricordo che mesi fa lo stesso locale era una caffetteria triste. Un bel passo avanti.
lunedì 6 agosto 2007
MUJIO
erano le ore
10:28
0
commenti
mercoledì 25 luglio 2007
DIANA
Ieri sera mi hanno invitato ad un aperitivo, in questo simpaticissimo "lounge-bar".
Uno spazio senza una vera identità precisa, come la gente che lo frequenta. Da menzionare una divanata di modelle con due tipi che cercavano di fare i brillanti: il discorso verteva su "centomila euro" o "quarantacinquemila euro". Meglio centomila se si può. Una modella indossava un tubino con motivi optical. Un optical era centrato giusto giusto sul culo. Siamo rimasti a guardarla per un'oretta io e l'alfonso, divertitissimi perchè il nostro target era massimo massimo JAVIERA, una cameriera cilena che staccava alle 11.30. L'accontenti con una pizza ed un cinemino al mercoledì che costa meno. E sei contento pure tu.
L'alfonso è un ragazzo molto bello, capelli lunghi biondi: gli ho proposto di millantare una parentela con un principe qualunque e di portarsi la modellina in camera al diana. Basta sussurrarle all'orecchio "centomila" e vedi come schizza su. Poi al mattino presto, 4.30 o giù di lì, prendi ed esci velocissimo, pago del risultato ottenuto. Ma l'alfo era ubriaco e steso su un divano tondo, e mi ha detto: "sì, con questa classe poi!".
erano le ore
10:45
4
commenti
martedì 20 febbraio 2007
Just Cavalli
incominciamo a parlare di questo locale. la foto non spiega nulla: l'intenzione è quella di comunicare la sensazione che ho ricevuto visitando l'interno. caldo e freddo nello stesso tempo, il "Just", come viene chiamato, è locale di tendenza che ho frequentato due o tre anni orsono e da cui sono voluto partire per aprire in modo decoroso il discorso sul retail in genere.
con l'aiuto di una mia amica, chiara, e una fotografa meravigliosa, carolina, io ed il mio amico roberto abbiamo provato ad inserirci, divertandoci un po', nel discorso dell'editoria underground: come prima tappa abbiamo fissato il "Just", ed eccolo.
è un locale spazioso ed accogliente, eccessivo nei tessuti e negli orpelli fino a sembrare un mercato arabo, ma lussuoso e stravagante fino a spiazzare l'avventore attraverso l'uso di più punti di riferimento, primo fra i quali il banco-bar di ron arad.
la geometria d'acciaio si avvolge al parquet specchiando la trama dei listelli sulla superficie curva, fornendo un'illusione psichedelica da trip d'acido euforizzante di ottimo impatto iniziale.
Il locale si distende in una mezzaluna avvolta da strutture di carpenteria e cristalli strallati, dando la sensazione della continuità con il verde circostante tanto cara a mies van der rohe, e sapientemente controllata da un'illuminazione serale suggestiva ed efficace. ottimi i drink, cordiale il personale, splendida la fotografa. alla prossima.
erano le ore
17:14
0
commenti

