Ero in terra sarda fino a ieri, dove ho goduto di un gran bel tempo e di un'aria così pulita che sembrava dovesse nevicare. Infatti questa mattina ha nevicato. Comunque l'altro ieri siamo andati a comprare le lumache, di cui la famigghia è ghiotta: il nostro spacciatore è un ristoratore di Nuoro, dove si trovano lumache con i baffi, nel senso che sono buone.
Ci siamo imbattuti nel simpatico chef, Gigi Manca, decorato a più riprese quando preparava pietanze deliziose nella zona di Caravaggio, che ci ha spiegato il metodo per una corretta preparazione delle lumache al sugo.
Occhio, prendete carteppenna o textedit copiaincolla, perchè ora vi darò tutti i passaggi necessari, ma è un segreto.
1. Si prende la cesta delle lumacotte e si rovescia il contenuto in un lavabo sotto acqua corrente tiepida; vedrete le lumacotte schizzare fuori, prendetele e riponetele in un altro bacile. Questo trattamento evita di preparare un sugo al pomodoro con lumache guaste, che potrebbero creare seri danni.
2. A questo punto piazzerete le lumache sane in una pentola con acqua fredda; via via che l'acqua si scalderà, vedrete le lumache uscire lentamente, fino a che, scottate dall'acqua bollente, non riusciranno più a tornare indietro.
3. Preparate un sugo al pomodoro e rovesciatevi dentro le lumachine ustionate.
4. Pappatele con orridi versi di risucchio, irrorandovi l'ugola con Vino Rosso di Monti o Giogantinu, a vostra scelta.
ciao, neh.
giovedì 6 marzo 2008
Lumaga lumaghìn, cascia fœra i tòo curnìn.
erano le ore
18:22
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lunedì 11 febbraio 2008
Un racconto
ci siamo trovati, io, l'alfeo e tutta la compagnìa , zio'drea e gli altri, che si andava a mangiare il gatto. beh, insomma, l'andrea binetti aveva tirato fuori sto gattone che cel'aveva in frizere da un po' e avevamo combinato al bar. l'andrea binetti prendeva i gatti, andava a caccia proprio.
li prendeva, li appendeva alla scala aperta e ci mozzava la testa, così sembravano lepri. poi invitava qualche ragazza a mangiare la "lepre" e a fine pasto ci diceva, e com'era il gatto? ahahah!
tutte le volte che passava al piano terreno dalla maria c'era sto bel gattone rosso, fuori, e lui diceva bello, bello, ridendo. e la maria faceva una smorfia, lei sapeva che lù el vulea sulament purtaghèl via. Così un giorno che la maria era distratta, lui TAC! una botta sul naso al gatto, con pollice e medio, secco. e via che l'era bel'e mort, tutti così li faceva fuori.
Quel giorno lì l'alfeo, che aveva appena festeggiato il giorno prima perchè la moglie era incinta - erano tutti contenti che arrivava sto bambino e aveva fatto la torta e tutto - rideva, si vedeva che era proprio felice. somma ci siamo trovati al bar e (io non bevevo il vino, bevevo solo birra, cocacola eccetera) e ci avevamo dato giù tutti col mangiare e bere. l'alfeo si alza a fine pasto e dice allo zio'drea, ma senti ma sto gatto io non è che l'ho proprio digerito, eh? non è che il binetti l'ha cucinato male? dice l'alfeo. ma no! dice, stiamo tutti bene, sei tu che probabilmente hai qualche problema. fatti una camomilla. allora l'alfeo, che era uno grosso eh, bello alto, col fisico scolpito senza bisogno di andare in palestra, prende e va a casa dove c'era la moglie che lo aspettava. entra e le dice, dai, fammi una camomilla perpiacere, che non ho mica digerito il gatto stavolta. e si siede sulla poltrona. la moglie va in cucina, fa la camomilla, torna e l'alfeo è lì, freddo con gli occhi sbarrati. morto. ci ha detto dopo che i medici pensavano, impossibile che fosse già freddo dopo pochi minuti, ma in verità è andata così, la moglie non può aver mentito. e me ne sono morti tanti, di amici, tutti con queste storie strane qui.
erano le ore
16:53
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